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Lascio o raddoppio?

di Alessandro Badella
http://latinamericaandcaribbeanwatch.blogspot.com/

20 febbraio 2008



La Colombia, quando non è alle prese con problemi di guerrilla, paramilitari o crisi regionale con il Venezuela, parla anche di costituzione e di Uribe. Dopo il successo (bisogna riconoscerlo) della marcia uribista contro le Farc (che, tuttavia, taceva ampiamente sui metodi malsani del paramilitarismo), si è aperto un dibattito che potrebbe essere interessante in prospettiva elettorale.

Nel 2010 ci saranno le presidenziali, che dovrebbero essere off-limits per Uribe. I suoi due mandati consecutivi gli imporrebbero (all'americana) di uscire di scena ed evitare di ricandidarsi. Tuttavia, sull'onda dell'entusiasmo, il Partido de la U (o Partido Social de Unidad Nacional), super-uribista, ha rigiocato una carta importante a distanza di un anno: "Cambiamo la costituzione!!". L'obiettivo è quello di eliminare la clausola che impedisce ad Uribe un terzo, quarto, quinto....mandato. Si tratta però di una proposta che alcuni uribisti sostengono fermamente, come dimostra una inchiesta de "El Tiempo". Secondo il quotidiano colombiano su 10 senatori conservatori, almeno 7 appoggiano la rielezione di Uribe, mentre alla Camera su 16 deputati consultati, sempre 7 sarebbero d'accordo con la proposta. La possibile modifica della costituzione si basa sull'assunto seguente: “Ningún ejército cambia a su general cuando está ganando la guerra”. La metafora è azzeccata visto gli istinti militareschi di Uribe.

La porposta di modifica della costituzione ha trovato un consistente opposizione interna alla "U". Soprattutto tra gli "uomini del presidente". La senatrice Marta Lucía Ramírez, ex ministro della difesa di Uribe, ha stigmatizzato la proposta: "Es peligroso hacer reformas a la Constitución en función de una persona". "Quién nos asegura que cuando se deje abierto ese boquete en la Constitución por 12 años, más adelante un Presidente que no sea tan bueno abuse de esos instrumentos para perpetuarse". Anche la "escudera" Sandra Ceballos sarebbe tentata, ma dubbiosa:"Yo respaldaría la segunda reelección, pero tiene que haber otro tipo de liderazgo. No creo que si no es Uribe no es nadie". Si avverte una spaccatura all'interno della "U", anche se un pronunciamento di Uribe potrebbe fugare molti dubbi.

Per ora il presidente tace (e acconsente?). I dati forniti da chi appoggia un "four more years" colombiano non lasciano spazio a dubbi (ammesso che siano veritieri): l'82% degli elettori sono dalla parte di Uribe e il 61% sarebbe favorevole ad un terzo mandato (Fonte: "El País"). L'unico ostacolo è la costituzione, modificabile via referendum. Il futuro referendum colombiano potrebbe essere molto simile a quello - odiatissimo da Uribe - venezuelano del 2 dicembre. Uguale anche il tema: la rielezione oltre i termini.



Alessandro Badella , laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, blogger e attento osservatore delle dinamiche politiche del continente americano (http://latinamericaandcaribbeanwatch.blogspot.com/)

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Ulises Ruiz Ortiz